Matera la città di chiese rupestri unica al mondo

Matera è la città per eccellenza, capoluogo della Basilicata, per essere ancora testimone del passaggio di antiche popolazioni. Qui, infatti, sono ancora intatte le loro abitazioni rupestri sulla pietra o più precisamente nella Murgia materana. La Murgia materana è un Parco che comprende le presenze di archeologia preistorica, storica e le prime Chiese costruite con l’avvento del Cristianesimo.

Monumenti e chiese rupestri e l’Ipogeo Matera Sum

In questa zona è possibile visitare castelli, città d’arte, habitat rupestri, conoscere le tradizioni, dei riti e dei miti di questi meravigliosi luoghi. Oltre ai Sassi di Matera, nel capoluogo è presente il laboratorio della Civiltà Contadina per la presenza di numerosi oggetti comuni raccolti nelle generazioni a dimostrazione del modo di vita vissuta dagli antenati.

E’ possibile visitare anche l’Ipogeo Materasum dove è presente nel sottosuolo della città un percorso di 1200 mq alla scoperta di Matera sotteranea fatta di cunicoli, case, cisterne, ambienti produttivi e luoghi di culto. Sempre a Matera è visitabile la Cripta del Peccato Originale del periodo longobardo: si riunivano monaci benedettini e in questo luoghi sono inoltre presenti numerosi affreschi che rimandano alla Cappella Sistina. Altro luogo da visitare a Matera è il Moom ossia il Museo dell’Olio di Oliva dove è presente un frantoio, torchi, vasche, cisterne e utensili che servivano per produrre l’olio di oliva di Matera. Un piatto tipico materano è la “Ciallèdd”, piatto condito con patate, cipolla, erbette, rape e a volte uova.

La pignata è un altro piatto tipico di Matera che si cucina con la carne di pecora: i vari strati della carne vengono riempiti di patate, cipolle, sponsale, sedano e pomodorini.

Montescaglioso con le sue sue chiese e le Abbazie

A 32 km più a sud di Matera ma sempre nel Parco della Murgia c’è Montescaglioso, un centro abitato che ha un patrimonio storico ed ambientale. Qui è attestata la colonizzazione greca che ha trasformato l’abitato in una importante città con una fortificazione intorno ad essa.

Oggi è possibile vedere in un piccolo parco archeologico urbano un tratto di questa fortificazione. In un edificio pubblico a Montescaglioso restano un telamone e un mosaico pavimentale, testimoni dell’arrivo di 4 magistrati da Roma nel periodo romano: questa città lucana, in quest’epoca, era denominata Civitas Severiana.

A Montescaglioso nel secolo XI la presenza normanna contribuì a favorire lo sviluppo urbano e l’incremento demografico della città con l’abbazia di S. Michele Arcangelo e poi monasteri e conventi di particolare importanza. Sono presenti a Montescaglioso anche numerose Chiese di particolare bellezza, come la Chiesa Madre dei SS. Pietro e Paolo e la Chiesa di Sant’Agostino. Anche a Montescaglioso ci sono i piatti tipici come l’agnello al tegame ossia agnello con rosmarino e aglio e con brodo; altro piatto tipico è il baccalà a ciaruedda con cipolla, pomodori tagliati, aglio, prezzemolo e peperoncino.

Policoro, Craco e l’Oasi del Pantano

Più a sud di Montescaglioso c’è Policoro, un paese dove ci sono i resti dell’antica polis greca Heranklea. Inoltre, vicino al parco archeologico è possibile visitare il Museo Archeologico Nazionale della Sirtide che conserva corredi funerari, armature in bronzo, gioielli in argento, in oro e in ambra. A Policoro c’è anche la Riserva Naturale del WWF o Bosco Pantano di Polidoro. Anche a Policori ci sono i piatti tipici come le lumache all’origano e il maiale con cipolle.

A nord-est di Policoro c’è Craco il paese fantasma, denominato così perché il suo centro storico è stato abbandonato per una frana successa nel 1963. La città è un insieme di case strette, stradine e scalinate ripide, una torre normanna e un castello che la domina. Craco è stato centro strategico militare durante il periodo normanno.

Oggi Craco vecchia, in mancanza di abitanti, è usata come set cinematografico da registi importanti. Nel paese, ci sono poi la Chiesa di San Vincenzo e la Chiesa di San Nicola con l’altare in marmo policromo in stile barocco e due tele che raffigurano la Madonna con il Bambin Gesù e l’arcangelo Raffaele. Un altro posto da visitare è il MEC cioè il Museo Emozionale di Craco presso il Convento di San Pietro che è uno spazio della memoria. Qui viene raccontato le emozioni e i racconti di un luogo abbandonato dove anche il tempo sembra essersi fermato.