La via dell’olio in Basilicata un percorso EnoGastronomico

Il percorso della Via dell’Olio in Basilicata attraversa tesori nascosti tra gli oliveti dell’antica Magna Grecia, dove la Basilicata vanta ben 27 specie autoctone di ulivo. L’olivo in Basilicata, grazie alla particolare orografia della regione, è presente in tutte le realtà agricole regionali e rappresenta la coltivazione arborea più diffusa nel territorio.

L’ olio extravergine di oliva è il principe della dieta mediterranea e protagonista delle ricette culinarie italiane, ma non solo porta con sé anche cultura, storia e tradizioni.

Vediamo insieme il percorso della Via dell’Olio in Basilicata, dove poter trascorrere una vacanza culturale EnoGastronomica.

www.matera-basilicata2019.it .

Leggi anche le vie del vino basilicata

Ferrandina: Le olive nere

Ferrandina – Veduta
Di Nessun autore leggibile automaticamente. Idéfix~commonswiki presunto (secondo quanto affermano i diritti d’autore). – Nessuna fonte leggibile automaticamente. Presunta opera propria (secondo quanto affermano i diritti d’autore)., CC BY-SA 3.0, Collegamento

 

A Ferrandina, il cui centro storico è un’opera d’arte, per le sue casette bianche dalle facciate strette, poste l’una sull’altra,troviamo le olive nere (da pasto) , la cui preparazione è abbastanza complessa, lenta e accurata ma con risultati eccellenti.

Le olive vengono lavorate per due settimane. Prima fatte essiccare per una settimana su ripiani di legno, vengono poi scottate in acqua bollente per un minuto, fatte asciugare e passate alla salatura in vasi di vetro o terracotta aggiungendo anche l’origano.

Per un’altra settimana vengono poi rigirate prima di essere messe in un forno non troppo caldo per essere fatte appassire ancora un pò.

Qui è possibile degustare anche i formaggi, dal caciocavallo podolico al pecorino, il pane dalla tipica forma a cornetto e con molta mollica e. Tra i piatti tipici si possono assaggiare:

Grottole una piccola Matera

La via dell’Olio in Basilicata prosegue verso Grottole, una piccola Matera, con abitazioni rupestri ancora usate dagli artigiani locali per la lavorazione della terracotta. Il nome del paese ha avuto probabilmente origine da “Cryptulae”, termine latino che significa “grotticelle”, locali che ancora oggi sono usati dagli abili artigiani che lavorano vasi in argilla.

Ci si può fermare in paese e visitare la chiesa Madre dei Santi Luca e Giuliano, nel cui interno si possono ammirare:

 



  • altari lignei;
  • la cantoria;
  • il coro in stile barocco;
  • un dipinto settecentesco raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi.

Di pregio artistico vi è anche l’antica chiesa di Santa Maria la Grotta, riconsacrata a San Rocco, mentre arroccato su un colle nei pressi del paese si può ammirare il Castello che fu costruito nell’851 dal principe longobardo Schinuflo, la cui forma architettonica è a base quadrata con torri di cui oggi resta solo quella centrale.

La produzione artigianale locale è incentrata su vasi, brocche e orci in argilla.

Vietri di Potenza

 

Vietri di Potenza – Veduta
Di Nessun autore leggibile automaticamente. Viaggiatore presunto (secondo quanto affermano i diritti d’autore). – Nessuna fonte leggibile automaticamente. Presunta opera propria (secondo quanto affermano i diritti d’autore)., CC BY-SA 3.0, Collegamento

 

 

Attraversato il Parco delle Piccole Dolomiti Lucane, poi, dalla roccaforte già longobarda del borgo di Vietri, a Est di Potenza, si sale verso Muro Lucano, dove si trovano le suggestive Grotte dei Vucculi con tanto di laghetto sotterraneo.

Vietri, dopo  essere stata una potente roccaforte gotica e, successivamente, longobarda, divenne feudo del principato di Salerno e nel 1700 passò ai Sangro, che la vendettero ai Caracciolo nel 1705. Le sue origini sono piuttosto antiche, tanto che la sua denominazione si pensa abbia origine dal nome dell’accampamento romano “Campi Veteres”, sorto in seguito all’imboscata tesa a Tiberio Gracco da parte del lucano Flavio.

Passando per Vietri, durante il tour alla via dell’Olio in Basilicata è possibile visitare:

  • la chiesa parrocchiale di San Nicola di Mira, caratterizzata dalla facciata in stile rococò e dal portale in pietra sormontato da una finestra in stile barocco e con campanile in stile romanico;
  • chiesa del convento dei Cappuccini del 1660, in cui sono conservati diversi dipinti attribuiti al pittore lucano Antonio Stabile;
  • la chiesa dell’Annunziata con un bellissimo portale del 1690 e splendidi affreschi del XVIII sec., dipinti del XVII e XVIII sec. ed una bellissima acquasantiera in pietra.

Rapolla: Gli ulivi

Rapolla cattedrale.JPG
Di ArietemarzoOpera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento

Giunti infine a Rapolla, un comune in provincia di Potenza situato sul versante nord orientale del monte Vulture, ci si trova nel “mare di olivi”.

Qui, in tre diversi territori omogenei per caratteristiche e tecniche di coltivazione e trasformazione, si producono oli di qualità, con spiccate distinzioni di tipicità e di elevati standard produttivi.

Le coltivazioni di olive che meritano attenzione per la loro ampia diffusione, elevata qualità e tipicità dell’olio prodotto sono:

  • la Maieatica (Ferrandina)
  • l’Ogliarola del Vulture (Melfi)
  • l’Ogliarola del Bradano (Montescaglioso)

 



Rapolla, oltre a essere l’ultima tappa della via dell’olio in Basilicata, è un centro agricolo con ottime produzioni anche vinicole fra cui ricordiamo:

  • Aglianico DOC
  • Malvasia
  • Moscato

Da non dimenticare che è anche centro termale rinomato e che poco più a Nord, vi attende Melfi e il suo castello da cui contemplare tutta la Storia di questa terra.

Leggi anche le vie del vino basilicata