Craco il borgo Fantasma della basilicata

Craco la città fantasma dove il tempo si è fermato

Negli anni sessanta, il centro storico di Craco ha conosciuto un’evacuazione che lo ha reso una vera e propria paese fantasma. Tuttavia, questo fenomenCraco0001o ha contribuito a rendere particolare l’abitato di Craco, che per tale caratteristica è diventato una meta turistica ed un set cinematografico per vari film di successo internazionele.

Il paese di Craco si trova sulle colline sopra il Lucananian Appennino, a metà strada tra le montagne e il mare. Se si viaggia tra Matera e il Parco nazionale del Pollino, nel vostro itinerario non potete non aggiungere una vissita al paese disabitato di Craco.

A causa di terremoti ricorrenti e frane a metà del XX secolo, la circa  1.800 abitanti sono stati costretti ad abbandonare le loro case, lasciando Craco completamente disabitata. Da quel momento , la città è conosciuta per la gente del posto come ‘ la città fantasma ‘, dove il tempo si fermò.

L’atmosfera nelle strade strette è inquietante, e in aggiunta c’è un avvertimento per la caduta detriti, tuttavia, intorno alla città imponenti Gole possono essere ammirati. Non è consentito camminare attraverso le rovine non accompagnate. La vista della città sull’approccio è abbastanza spettacolare ed è possibile camminare fino alla Torre del castello al vertice di ammirare un panorama incredibile.

 

 

Geografia fisica

Craco sorge nella zona collinare che precede l’Appennino Lucano a circa 390 m s.l.m., a mezza strada tra i monti e il mare, nella parte centro-occidentale della provincia. Il territorio è vario, con predominanza dei calanchi, profondi solchi scavati in un terreno cretoso dalla discesa a valle delle acque piovane.

I comuni limitrofi sono Pisticci (20 km), Montalbano Jonico e Stigliano (25 km), San Mauro Forte (27 km), Ferrandina (33 km). Dista 58 km da Matera e 104 km dal capoluogo di regione Potenza.

Eletta tra le migliorii ‘ Top 10 Ghost Towns ‘, Craco ha fatto un nome per se stesso come un must per set cinematografici. A causa del suo paesaggio unico Craco è stato utilizzato come sfondo per vari  film tra cui Mel Gibson ‘ la passione del Cristo ‘.

Da non perdere

Ora accessibile al pubblico è un museo all’aperto, in modo da poter fare un passo indietro nel tempo e vagare per le strade abbandonate per vedere le case vuote come erano, così come il respiro mozzafiato vista dalla cima della collina.

 

Paese fantasma

Dopo questo esodo forzato, Craco è rimasta intatta, trasformandosi in un paese fantasma. Nel 2010, il borgo è entrato nella lista dei monumenti da salvaguardare redatta dalla World Monuments Fund.

Il comune, nella realizzazione di un piano di recupero del borgo, ha istituito, dalla primavera del 2011, un percorso di visita guidata, lungo un itinerario messo in sicurezza, che permette di percorrere il corso principale del paese, fino a giungere a quello che resta della vecchia piazza principale, sprofondata in seguito alla frana. Nel dicembre 2012, è stato inaugurato un nuovo itinerario, che permette di addentrarsi nel nucleo della città fantasma.

Nel 2013, il centro storico ha registrato un’affluenza di circa 5.000 visitatori.

Monumenti e luoghi d’interesse

Interno di un edificio abbandonato

Numerosi turisti salgono a Craco per vedere le rovine del paese fantasma e per avventurarsi tra i vicoli e i dintorni. Il terreno argilloso e brullo coesiste con quello marnoso: su uno sperone di marna calcificata dal tempo sorge il torrione, che per i Crachesi è il “castello”. Olivi secolari misti a cipressi antichi sono dal lato del paese verso lo Scalo, quest’ultimo sulla ferrovia calabro lucana da questo lato divelta e abbandonata.

Le contrade

  • “Canzoniere”: prende il nome da un’antica taverna posta lungo un tratturo una volta molto frequentato. La storia vuole che a gestire la taverna fosse una donna affascinante che riduceva in suo potere i malcapitati sedotti dalla sua avvenenza: la maliarda li uccideva e li metteva sotto aceto, facendone il piatto forte della sua osteria.
  • “San Lorenzo”: un’antica fontana a volta, sulla via verso il Cavone dove palme alte convivono con gli olivi sullo sfondo di masserie, arroccate e nel contempo aperte al territorio, come quelle “Galante” e “Cammarota”, con il loro svolgersi su due livelli, gli archi che reggono la scala esterna e i terrazzi che sembrano spalti a difesa di non improbabili attacchi.
  • “Sant’Eligio”: protettore dei maniscalchi trova in Craco un tributo che va al di là della semplice menzione toponomastica, con la sua cappella affrescata, forse del Cinquecento, con le sue scene di santi intorno a un Cristo che pur crocifisso resta Pantocratore.

 

Cultura

Cinema

Rovine di Craco

Craco è stata scelta da molti registi come location per i loro film. Da citare La passione di Cristo (2004) di Mel Gibson, ove Craco fu scelta dal regista come sfondo durante la scena dell’impiccagione di Giuda, e Cristo si è fermato a Eboli (1979) di Francesco Rosi: nell’episodio dell’arrivo di Carlo Levi alla nuova destinazione di confino, Gagliano. Per l’occasione furono disposti sulle prime case del paese degli stendardi a lutto, per ricreare lo scenario descritto nel libro, i quali ancora oggi sono visibili.

Altri film girati a Craco sono:

  • 1953: La lupa di Alberto Lattuada
  • 1974: Il tempo dell’inizio di Luigi Di Gianni
  • 1985: King David di Bruce Beresford
  • 1986: Oddio, ci siamo persi il papa di Robert M. Young
  • 1990: Il sole anche di notte di Paolo e Vittorio Taviani
  • 1996: Ninfa plebea di Lina Wertmüller
  • 1999: Terra bruciata di Fabio Segatori
  • 2004: The Big Question di Francesco Cabras e Alberto Molinari
  • 2006: Nativity, di Catherine Hardwicke
  • 2008: Agente 007 – Quantum of Solace di Marc Forster
  • 2010: Basilicata coast to coast di Rocco Papaleo
  • 2012: Un medico di campagna di Luigi Di Gianni
  • 2013: Murder in the dark di Dagen Merrill

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