Basilicata i migliori parchi e siti naturalistici da visitare nel 2018

Parco della Murgia Materana (Matera)

A Est rispetto alla città di Matera si estende il parco archeologico storico-naturale della Murgia Materana e delle Chiese Rupestri, un’area che contiene alcuni tra i più importanti siti archeologici d’Italia, risalenti al Paleolitico ed al Neolitico, oltre che veri e propri gioielli, le chiese rupestri, incastonati nella roccia. Il parco comprende le alture carsiche di Murgia Timone e Murgecchia che terminano, a Ovest, a strapiombo sulla Gravina di Matera, un piccolo torrente che divide la Murgia dai Sassi di Matera, alimentato da un unico affluente, il torrente Jesce (che nasce nei pressi di Altamura). Il parco si estende a Sud-Est verso Montescaglioso seguendo il corso della Gravina verso il fiume Bradano. I territori del materano sono emersi tra il Giurassico superiore ed il Cretaceo a causa dei movimenti tettonici; ciò spiega la presenza di numerosi fossili marini nelle rocce delle grotte e delle nuove costruzioni nei Sassi, queste ultime costruite riutilizzando la roccia già presente, oltre che nelle grotte della Murgia.

La Grancia (Brindisi di Montagna)

“Il Parco della Grancia: lo spettacolo inizia

laddove il paesaggio racconta l’identità di un popolo.”

Da antica badìa dedicata a Santa Maria dell’Acqua Calda, così detta per una sorgente di acqua termale utilizzata dalle mamme del luogo fino alla metà del secolo scorso, retta prima dai Basiliani e poi dai Certosini di Padula, la Grancia divenne grande azienda rurale condotta da monaci laici ed ebbe il suo massimo splendore nel 1700, con i suoi orti, seminati, vigneti, allevamenti di bestiame, mulini, conceria, saponeria, caseificio e, perfino, una condotta che dal monte Romito sovrastante l’insediamento, conduceva il latte alla badia. Con la soppressione degli ordini monastici a seguito della legge napoleonica del 1806, la Grancia fu acquistata dai baroni Blasi di Pignola e rivenduta dai loro eredi al Demanio verso il 1925.

Dal 2000 la Grancia è lo scenario del primo Parco Storico Rurale ed Ambientale d’Italia, dove la storia diventa racconto e spettacolo e la natura traccia i contorni di un paesaggio che esprime la straordinaria autenticità del mondo rurale.

 

Cascate di San Fele (San Fele)

Le Cascate prendono il nome da “U uattenniere”, la trasposizione dialettale di “Gualchiera”, macchina utilizzata in antichi opifici, costruiti a ridosso delle cascate proprio per sfruttare la forza dell’acqua che cadendo su pale di legno mettevano in movimento dei magli ( martelli) che battevano la lana tessuta. Con questa lavorazione si rendeva il panno di lana più resistente, pronta per le successive lavorazioni. La potenza dell’acqua veniva impiegata anche per il funzionamento di antichi mulini,i cui resti ancora oggi presenti, testimoniano l’ingegno e la devozione al lavoro dei Sanfelesi. Grazie all’impegno e al lavoro dei volontari delle associazioni, costituite per valorizzare e promuovere il territorio di San Fele, oggi possiamo ammirare gran parte delle Cascate di San Fele, riportate al loro antico ed affascinante splendore.

Oasi WWF Policoro Herakleia (Policoro)

L’Oasi WWF Bosco Pantano di Policoro offre la possibilità di avviare un percorso di educazione ambientale. Attraverso la conoscenza del nostro patrimonio naturalistico è possibile instaurare un nuovo rapporto tra gli uomini e ambiente naturale di rara bellezza che, dal mare, si spinge fino al cuore del Bosco Pantano. Si tratta di una preziosa occasione di crescita culturale.

Bisogna però che il turismo non crei problemi all’ambienta naturale e sociale e sia gestito in modo compatibile. In questo contesto nasce e si attua una nuova forma di turismo: il turismo sostenibile o ecoturismo.

Grotta delle Meraviglie (Maratea)

La grotta delle Meraviglie, unica grotta turistica della Basilicata,  si apre nel territorio comunale di Maratea , lungo la Strada Statale 18 nella frazione Marina di Maratea   – da cui anche il nome di Grotte di Marina di Maratea – in località San Giuseppe sulle pendici del monte La serra in prossimità del Vallone della Mantenia.

La grotta è basata su litotipi carbonatici del Cretaceo inferiore appartenenti al complesso dei monti Giagola e Gada e presenta concrezioni carbonatiche del tipo stalatitico e stalagmitico.

La grotta si è formata lungo una frattura della roccia con l’acqua che,  a causa di azioni fisiche e chimiche, ha eroso la roccia allargando sempre di più la faglia.

A cavità formata si  è innescato un processo inverso con l’acqua che al posto di scavare costruisce molto lentamente: il carbonato di calcio infatti, filtrato nella discesa si posa sotto forma di piccolissime particelle sulla volta e sul pavimento dell’ambiente della grotta , creando , nel tempo le stalattiti e le stalagmiti.

C’è un grande tasso di carsismo nella zona della grotta delle Meraviglie e lo si ben capisce dalla presenza di altre piccole grotte.

Parco Regionale di Gallipoli Cognato

l Parco di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane si estende per oltre 27 mila ettari nel cuore della Basilicata e comprende i territori dei comuni di Accettura, Calciano ed Oliveto Lucano in provincia di Matera, e Castelmezzano e Pietrapertosa in provincia di Potenza.

l Parco protegge un’ampia area posta al centro della Basilicata che conserva importanti valori naturalistici, storici ed etno-antropologici: la foresta di Gallipoli Cognato estesa per oltre 4.200 ettari; il bosco di Montepiano formato da imponenti esemplari di cerro, macchia mediterranea con residui nuclei di leccio, le Dolomiti Lucane costituite di roccia arenaria con gli affascinanti profili che sovrastano i paesi di Castelmezzano e Pietrapertosa, i resti della fortificazione della città lucana edificata nel IV sec. a.C. sulla sommità del Monte Croccia

Monte Vulture (Potenza)

Arrivando in Basilicata è impossibile non scorgere l’imponente Monte Vulture, meglio conosciuto come Monticchio. Vulcano spento da oltre 130 mila anni, dall’alto dei suoi 1326 metri, nelle giornate di cielo limpido, permette di scorgere il mare e le cime del Gargano. Faggi, lecci, cerri, castagni, abeti, pini, olmi, noci, frammisti ad ontani, aceri e pioppi, costituiscono il bosco, che fanno del Vulture un vero e proprio polmone verde

Monte Sirino e i laghi di Ludemio, Zapano e Sirino (Rivello)

Il massiccio del Sirino è un massiccio montuoso della Basilicata che comprende alcune tra le maggiori vette dell’Appennino meridionale: Monte Papa (2005 m), Cima De Lorenzo (2004 m), Timpa Scazzariddo (1930 m) e Monte Sirino (1907 m), e rappresenta l’estrema propaggine meridionale del Parco nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese.

Il lago Remmo o Laudemio, posto ad un’altitudine di 1.525 m, è il lago di origine glaciale più meridionale d’Italia: esteso per poco più di due ettari ed immerso in una fitta ed alta faggeta, il bacino si è formato a seguito dello sbarramento costituito dalla morena frontale di un grande ghiacciaio, che nel Quaternario scendeva per circa quattro chilometri dal lato nord del monte Papa (2.005 m), sino ad arrivare in località Petinachiana.

Il lago (o stagno) Zapano è di origine glaciale: la conca che lo delimita è dovuta alla morena frontale di un secondo ghiacciaio che, incuneandosi nella valle del Cacciatore, scendeva dal lato nord occidentale del monte Sirino (1.907 m).

Il lago Sirino situato alle pendici del massiccio, ad una quota di 788 m e con una superficie di circa cinque ettari (variabile a seconda delle precipitazioni), il lago Sirino è un tipico lago di sbarramento che assume una forma irregolarmente ellittica. Le sue acque limpide sono alimentate da una piccola sorgente a monte, dalle piogge abbondanti e da piccoli affioramenti scaturenti dal versante sud occidentale della montagna.

A causa della posizione geografica favorevole, dell’abbondanza di precipitazioni nevose e dell’altitudine cui sono poste, le piste rimangono spesso aperte sino a primavera inoltrata.

Area Faunistica del Cervo di Viggianello (Viggianello)

A pochi passi dal centro storico di Viggianello, nei pressi dell’anfiteatro comunale, vi è un sentiero che sale verso la Serra Mauro (1550 m slm), utilizzato un tempo dai pastori per la transumanza e che, attraverso un bosco misto con prevalenza di leccio, ricco di vegetazione, conduce alle capannine di avvistamento, da dove è possibile osservare i cervi che dal 2002 sono stati reintrodotti grazie ad un progetto della Regione Basilicata coordinato dall’Università di Siena.

Cascate di Vallone del Tuorno

A pochi chilometri dal centro abitato Savoia di Lucania , il Vallone del Tuorno rappresenta un sito naturalistico incantevole, aspro e selvaggio, ricco di flora e fauna, cascate e laghetti, luogo ideale per riscoprire il contatto con la natura.

L’itinerario comprende una serie di sentieri che conducono al Tuorno, in seguito destreggiandosi sui sassi lungo i bordi del torrente si raggiungono le cascate. L’itinerario è personalizzabile secondo le proprie capacità motorie e condizioni fisiche, non è previsto l’utilizzo di attrezzature per la progressione. È possibile continuare la passeggiata al magnifico bosco di cerro Luceto dove vi è un’area adibita a picnic.

Escursione da non perdere per chi transita in questi luoghi, di facile fruibilità e di rara bellezza.

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